VOCABOLARIO DELLA LINGUA AGNONES

 

                                                                                VOCABOLARIO DELLA LINGUA AGNONESE

 

 

G

gabb [<gabb] s.m., burla, beffa, derisione; prov.: ru gabb cglj e la astima n il farsi gabbo di qualcuno prima o poi si paga, mentre la bestemmia non sempre coglie nel segno.

gabbej [gab<bj] v.tr., gabbare, ingannare, deridere, beffare: la matina j gbba ru sunn la mattina si fa sorprendere dal sonno; prov.: prmtt e gabbe ognun s fej promettere e gabbare va avanti chi lo sa fare.

gaglun [ga<iwn] s.m.p., parotite, orecchioni; secondo alcuni rimedi di med. p. per curare la parotite si preparava luglj frret (olio in cui stato immerso un ferro rovente per tre volte) e si cospargevano le parti doloranti che successivamente si sfioravano con lanello nuziale disegnando una croce; poi si diceva: fd snda gaglun ngnda fede santa incanta gli orecchioni, e si poggiava lanello per terra quasi a scuoterne la malattia; loperazione si ripeteva tre volte; vd. rcchun, frret.

gagliupp [ga<wopp] s.m., liquido denso e filante espulso dalla bocca mediante la tosse o il raschiamento della gola: tingh nu gagliuopp nganna o del catarro in gola, fig. ho un magone, un nodo in gola.

galliaj [gall<jeaj] v.intr., emergere, voler essere il primo, come il gallo in mezzo alle galline.

gallcchj [gal<likkj] s.m., 1)tallo: l paten n fatt r gallcchj le patate hanno i talli; 2)ugola; fig. tnajj ru gallcchj spliat avere la voce acuta; 3) clitoride; vd. cambanill, ngallchiaj, sgallcchiat.

gallina [gal<lojna] s.f., gallina; prov.: la gallina fe luv e a ru ull j ngnn ru chur la gallina fa luovo e il gallo si lamenta, detto a chi oltre a non far niente ha pure da ridire; aujj ru timb gn ru chur d la gallina oggi il tempo incerto (le nuvole si diradano e si addensano come il buco del culo della gallina, che si apre e si chiude); fig.: ru figlj d la gallina bbinga il figlio di pap, il prediletto; ru figlj d la gallina nira il poveraccio, lescluso; ftta la pll la gallina gli si accapponata la pelle per freddo o forte emozione; j s ccheta la gallina si dice a chi fa una cosa che non ha mai fatto (tant che per farla gli si dovuta cecare la gallina, che ha locchio piccolo).

gmma [<gamma] s.f., gamba: la pscia la gmma il polpaccio della gamba.

gammun [gam<mawn] s.m., nei bovini e negli equini larto posteriore: ru gammun d ru prsutt il gambo del prosciutto.

gammera [gam<mra] s.f., ostetrica, levatrice che assisteva la gestante durante il parto in casa, spesso priva di competenze specifiche ma di vasta esperienza; vd. mammna.

gargglia s.f., bargiglio.

grza [<garza] s.f., mandibola, mascella inferiore, mento; fras.: t rmb le garz ti rompo la mandibola; grza a cucchiarlla mento a forma di cucchiaio; fig.: n sfrra l garz non mangia per niente.

garzun [gar<dzawn] s.m., garzone, aiutante addetto al disbrigo delle attivit meno impegnative: s nd stia ttind piss da patrun a garzun se non stai attento da padrone diventi garzone.

garzjlet [gardzj<lt] agg., chi mangia poco o rifiuta il cibo.

gastiaj [gat<jeaj] v.tr., guastare, rompere, rovinare, andare a male: s mbriach e a gastiata la fsta si ubriacato e ha rovinata la festa.

gattarula [gatta<rewla] s.f., apertura praticata nella parte inferiore di un uscio perch vi possa passare il gatto.

ggass [g<gass] s.m., gas, stufa a gas: appccia ru gass accendi la cucina a gas; da circa un decennio ad Agnone viene erogato il gas metano a domicilio.

ggglizz [dd#˰<utts] s.m., gigliuccio, tipo di orlo a giorno, ricamo.

gglun [dd#<lewn] s.m., gelone, lesione eritematosa dei tessuti superficiali delle estremit (dita delle mani e dei piedi, orecchie) causata dal freddo.

ggnd [d<d#&nd] s.f., gente; prov.: ggnd trist nummneta e vsta si dice quando compare la persona di cui si stava parlando.

ggndil [dd#n<dojl] agg., gentile, delicato: a ru mer s chuc ca ggndoil al mare si scotta perch ha una carnagione chiara.

ggnraziun [dd#nrat<tsjawn] s.f., folla, gente, popolo.

ggnbbl [dd#<nibbl] s.m., genia, persona spregevole, gentaglia: nu brutt gnbbl.

ggni [d<d#&nj] s.m., indole, gusto, simpatia, talento: n m ve a ggni non mi va a genio; ste d ggni essere ben disposto, di buon umore.

ggriaj [dd#<rjeaj] v.tr. e intr., girare; fras.: m ggiira la cccia mi gira la testa; ggiira e vlda ste smbr mmis a r pid di chi sta sempre in mezzo ai piedi.

ggrmanis [dd#rma<n$js] s.m., tedesco: muu arvian r ggrmanis adesso tornano gli agnonesi che lavorano in Germania.

ggruj [dd#<rwj] v.tr. e intr., giurare, baciare gli indici delle mani da un lato e dallaltro: ggirca la cumme (espressione usata a Fontesambuco) ca cijj parlet comare giuro che ci ho parlato.

Gges [Dd#e<su] s.m., Ges; fras.: o Ggs! voce di meraviglia, di stupore; o GGes GGiuspp e Marojja accusc n ut l caus! O Ges, Giuseppe e Maria cos sono andate le cose!

gghjanghiaj [ggjag<jeaj] v.tr., imbiancare, tinteggiare.

gghjngh [g<gj&g] s.m. e agg., bianco: gghingh gn l latt, gn ru mur bianco come il latte, come il muro.

ggi [d<d#a] avv., gi.

gga [d<d#ia] agg. e avv., parecchie, molte, alquante; gga d rrbba molta roba; ajj fatt gga d caus ho fatto un sacco di cose.

ggiacchtta [dd#ak<ketta] s.f., 1)giacca da uomo; 2)capo del costume tradizionale femminile (leleganza variava a seconda del ceto sociale); ha spalle ampie, collo di pistagnina di velluto, lo stesso che rifinisce il polso, guarnizioni a nido dape allaltezza del seno, molto aderente in vita, con chiusura davanti a bottoni o gancetti.

ggicum [d<d#akum] loc., far giacomo Giacomo: l css j fian ggicum ggicum le gambe gli cedono per debolezza.

ggiargianis [dd#ard#a<n$js] s.m. e agg., linguaggio incomprensibile, balbuziente; fras.: tuu n ngapsc ma jjj n mbarl ggiargianis tu non capisci ma io non parlo un linguaggio incomprensibile; nu ggiargianis non si capisce quando parla perch affetto da balbuzie.

ggiglj [d<d#i] s.m., giglio; bot. ggiglj d SandAndgn giglio bianco che compare intorno al 13 giugno; SandAndgn d ru ggiglj SantAntonio di Padova che reca il giglio in mano, si chiama cos pure per distinguerlo da SantAntonio Abate; vd. SandAndgn.

ggibba [d<d#$bba] s.f., 1)affare, lavoro occasionale: ajj arrangeta na ggibba ho rimediato un lavoretto; 2)la vita fisica: tjja fe la ggibba ti debbo fare la pelle; dim. ggibbtta.

ggivn [d<d#ovn] s.m.e agg., 1)giovane; prov.: frza d ggivn e pratca d vicchj forza di giovani e esperienza di anziani; chi da ggivn s guvrna vicchj mur chi si coltiva da giovane muore a tarda et; 2)persona non sposata; dim. ggivnuttll, accr. ggivnaun; vd. cuchun, ztlla, zzurrllun.

ggign [d<d#u] s.m., giugno; prov.: ggign mussargrgn anche giugno nelle nostre zone di montagna non lascia spazio al bel tempo; ggign urtlen prassia pglia e pcca gren giugno ortolano molta paglia e poco grano.

ggiuvddjj [dd#uvd<dojj] s.m., gioved: ste gn ggiuvddjj mmis lla sttmmena essere sempre in mezzo ai piedi.

ghmuj [g<mwj] v.intr., sudare, trasudare.

ghrzllitt [grdzl<litt] agg., arzillo, vivace.

gliegli [&<&] voce con cui si esprime schifo e disgusto.

glinna [<&nna] s.f., ghianda; prov.: purch grass glinna s snna chi sta bene vuole sempre di pi.

glimmar [<$mmar] s.m., gomitolo; prov.: nn s fila e nn s tss e s glimmar add iscn? n si fila e n si tesse e quei gomitoli da dove escono? Cose che piovono dal cielo?; fig.: tingh nu glimmar ngurp ho un grosso problema.

glitt [<ott] v.tr., inghiottire, ingoiare, tracannare, ingerire; fras.: s gliuttita na tjlla d ndra d trppa ha divorato una pentola di nodini di trippa; ru scarch d ru css n glitt lo scarico del bagno occluso; fig. quir nd r glitt non pensare che sia persona buona; ru ptr nd r glitt il padre non si fa abbindolare; vd. abballej, accavallej, acchianej, acciaffej,accuppeaj.

gliuglira [<jwra] s.f., striscetta di trippa di maiale condita con aglio, sale, pepe e peperoncino disseccata come la salsiccia e cucinata sotto la cenere o lessata con i fagioli; vd. trppa.

gliuttun [jut<tewn] s.m., mangione, mangiatore smodato, ingordo; fig. persona avida di guadagno.

gn [<a] avv., come; gn com, gn s ve come si va.

gnagn [a<a] voce fanc. di cibo, utilizzata per invitare i piccini a mangiare.

gn [<e] avv., come; gn m come me.

gnlirs [<lirz] v.rifl., raffreddarsi, ghiacciarsi per il freddo: dafur cm gnlit fuori ci siamo intirizziti; vd. jlrs.

gnrva [<&rva] s.f., pianta appena germogliata; prov.: s t l miagn gnrva allera ng n purt se te le mangi in erba allaia non ci porti niente; fig. se ci pranzi non ci ceni.

gnstr [<&tr] s.f., estro venereo o epoca dei calori, eccitamento sessuale della femmina degli animali domestici: la chena ve gnstr la cagna va in calore; volg. di donna che va in cerca di uomini; vd. ngattzzar.

gnttcit [tt<kojt] agg., gracile, misero nellaspetto, smagrito: viv e viv s fatt gn nu gnttcit a furia di bere diventato magro e brutto.

gnffla [<$ffla] s.f., donna bassa che suscita disprezzo e ripugnanza: add la truueta chlla gnffla dove lha trovata quella donna spregevole.

gnstra [<$tra] s.f., 1)guadagno, profitto; c scita la gnstra ha intascato bene; 2)vino nero, forte.

gnna [<gonna] s.f., gonna; fig.: s ftta mtt la gnna nghep di chi si fa comandare dalla moglie; tnajj r figlj appis alla gnna di donna che partorisce con facilit, di bambini che vanno sempre dietro la mamma.

gramej [gra<mj] v.intr., muggire: sbrjmc a i ppaglia l vacch ca grman sbrighiamoci ad andare a governare le mucche perch muggiscono; fig. urlare di dolore.

gramgna [gra<mea] s.f.bot., Cynodon dactylon, Agropyron repens gramigna comune: carpjj la gramgna estirpare la gramigna.

granarun [grana<rawn] s.m., grossa scopa costruita con rami di ginestra o di salice, usata in campagna per scopare gli spazi antistanti le masserie e la stalla, e dai netturbini per spazzare le strade.

granareta [grana<rta] s.f., colpo dato con la scopa: quand iva cninn avitt na granareta nghep da mmma quando ero piccolo ebbi una scopata in testa da mia madre.

granarlla [grana<r&lla] s.f., scopetto di saggina per pulire intorno al fuoco, le madie, ecc.

granera [gra<nra] s.f., scopa; fig.: c stingh p mzza granera ci sto per mazza di scopa.

grnra [<granra] s.f., grandine; fras.: la grnra strtta la vgna la grandine ha distrutto la vigna; luch a vuu c mnita la grnra? da voi ha grandinato?; la granra nasscch grandinata improvvisa e rapida; prov.: la grnra nn mina carstjja la grandine non porta carestia, perch non colpisce i raccolti di tutti; fig. distruzione, danno, imprevisto, guaio improvviso.

granrlla [gran<rella] s.f., mughetto, malattia dei neonati che colpisce le mucose della bocca e della faringe, dove appaiono numerose placche biancastre.

granrcc [gran<ritt] s.m.p., chicchi di grandine.

grscia [<graa] s.f., abbondanza, gran quantit, grazia di Dio; prov.: ch la grscia mitt la chiav lla cscia quando c labbondanza bisogna avere laccortezza di non sprecare.

grascus [gra<iws] agg., generoso, di manica larga, abbondante: scrma grasciusa mia suocera prodiga, ama labbondanza e dona senza misura.

grass [<grass] agg., grasso: t pinnn l ciangll d grass hai il grasso appeso; fig.: parle grass essere volgare, cmind grass impasto con poca sabbia e molto cemento.

grattachescia [gratta<ka] s.f., grattugia per il formaggio.

grattavun [gratta<vawn] s.m., scoscendimento dirupato e profondo del terreno; vd. grppa.

grattej [grat<tj] v.tr., intr. e rifl. grattrs, 1)grattare per attenuare il fastidio del prurito; 2)grattare il formaggio; 3)raschiare il terreno: gratte la vigna; 4)rubare di nascosto; 5)far grattare il cambio di un autoveicolo provocando rumore; 6)stare senza far niente.

gravnd [gra<vand] agg., persona grassa, panciuta, gonfia; vd. ciabbutt.

gravera [gra<vra] s.f., profonda incisione nel suolo con pareti ripide.

grzia [<gratsja] s.f., grazia; fras.: javssa fe la grzia ru Patrtrn gli dovrebbe render grazia il Signore, rivolto a persona molto anziana o affetta da grave malattia; trppa grzia SandAndgn! il troppo a volte fa male; nn sand ch fe grazi non regala niente a nessuno; grazi a z Mingh! grazie al cavolo!

grazi [<gratsj] s.f., appellativo della Madonna delle Grazie, la festa in onore della Vergine delle Grazie si svolge il 21 novembre nella chiesa di San Pietro Apostolo e scandisce per gli agnonesi linizio delle festivit natalizie (in Meo, Le feste . . ., pp. 173-175); vd. mand.

gren [<grn] s.m., grano; variet pi coltivate in zona: la capplla, ru cappill ch lalstr, astamuttll senzalstr, rggnlla, saravlla, marzul, sulina, gren gghingh, ruscula, caruslla.

greanris [grn<rojs] s.m., riso.

grdiaj [gr<djeaj] v.tr., guidare, condurre, dirigere; fras.: grida l pqura lla stlla manda le pecore nella stalla; grida r vuv a sulcr guida i buoi nel solco; vd. tcca.

grppa [<greppa] s.f., fianco brullo e scosceso di un monte: ammnd p na grppa add ng sarrmbcan mangh l crep su per un greppo dove non ci si arrampicano nemmeno le capre; vd. grattavun, sgrppej.

grsta [<gr&ta] s.f., agresta, uva acerba; poes.: dott ru such d la grsta m t llrta prci j viv caro dottore il vino mi tiene in piedi perci io bevo (in Di Ciero, Strlamb . . ., p. 64).

grizz [<griddz] agg., poco cotto, al dente; fras.: r maccarin caccir grizz grizz i maccheroni tirali fuori al dente; r fasciul s grizz i fagioli non sono ancora cotti.

grin [<grojn] s.m.p., 1)la fascia renale identificata con la parte bassa della schiena: m duln l grin mi fa male la regione renale; 2)stalluccio: armtt ljn a ru grin fai rientrare gli agnelli alla stalletta.

grnza [<grondza] s.f., grondaia, il canale che riceve lungo la gronda le acque pluviali raccolte dalla falda di un tetto.

grtta [<grotta] s.f., grotta:quand nnguiva avema fe la grtta quando le nevicate erano pi copiose dovevamo prepararci la strada, sembrava che ognuno scavasse una propria grotta.

gruss [<grwss] agg., grosso, grande; fras.: gruss e fssa grosso e fesso; grssa prina deve quasi partorire.

gust [<gut] s.m., gusto; fras.: ciajj gust! il provare gusto per sfortune o disgrazie altrui; la mmma ngiavit gust ca s tuld quir la mamma non rimasta molto contenta che si sposato quello; prov.: add ste gust ng ste perdnza se le cose sono fatte con passione non ci si rimette mai.

 

 

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