VOCABOLARIO DELLA LINGUA AGNONES

 

 

                                          VOCABOLARIO DELLA LINGUA AGNONESE

                                                                           E

 

eca [<ka] s.f., ago; fras.: ng vid a mtt ru fil alleca non riesco a far passare il filo nella cruna dellago; eca d r matarzz ago adoperato per fare i materassi; j nzaccheta leca gn na sglia gli ha fatto la siringa provocandogli un forte dolore; fig.: nz magniata mangh neca non ha mangiato niente; prov.: chi n ngrr ch leca crr ch ru chep conviene far fronte ad una situazione il prima possibile.

era [<ra] s.f., aia; prov.: ngiima a ss cll sc ftta lera e m c trisch? la tua una speranza vana che non si realizzer mai; s t l miagn gnrva allera ng n purt se ci pranzi non ci ceni (s c fie culaziun ng fie msiurn); fig.: chse add iut a fe lera fratt? chiss dove andato ad intrattenersi tuo fratello?

esa [<sa] s.f., bandella, femmina della cerniera; la parte della cerniera fermata con viti nelle imposte di porte e finestre, che, in forma di striscia foggiata a occhio allestremit, va a infilarsi sul perno dellaltra mezza cerniera fissata al telaio; vd. angantt, vrl.

bbi [<ebbj] s.m.bot., Sambucus ebulus sambuco minore.

ebbivanuss [ebbivanu<iss] escl. evviva lui.

cca [<&kka] s.f., calunnia, maldicenza, falsa accusa: jn mssa lcca ngull lanno infamato.

eccabbll [&kkab<ball] avv., qui sotto, gi; vd. dapid.

eccammnd [&kkam<mond] avv., qui sopra, su; vd. ngiima.

cch [<&kk] avv., 1)ecco: cch l pen ecco il pane; 2)qui, qua: cch ngiima qui sopra.

ecchquj [&kk<kwaj] avv., qui, qua.

ecchruuj [&kkru<wej] avv., f. ecchlavj, eccolo qua.

gn [<e] v.tr., empire; gn la sacchtta d liva riempire il sacco di olive; vd. arrgn.

ellabbll [&llab<ball] avv., laggi; vd. dapid.

ellammnd [&llam<mond] avv., lass; vd. lcammnd.

ll [<&ll] avv., l, l ; vd. luch.

ellllj [&lll<laj] avv., l, pi in l.

emb [&m<b&] cong. interr., ebbene, dunque, e allora? mb fe la pqura si risponde a chi domanda: mb?

ppia [<&ppja] s.f., bica di covoni, ordinata in modo simmetrico per consentire laerazione interna e il minor danno possibile alle spighe in caso di pioggia; viene lasciata sullaia o nei campi prima della trebbiatura per completare la maturazione e lessiccamento; oggi, grazie alle moderne trebbiatrici, labbicatura praticata da poche famiglie contadine.

erruuj [&rru<wej] avv., f. ellavj, eccolo qua.

esc [e<i] escl. per invitare un bambino a stare fermo.

ssa [<essa] pron., lei, ella; vd. iss.

ss [<&ss] v.intr. e avv., 1)essere; prov.: smbre e n ss cm e flia e n ndss sembrare e non essere e come filare e non tessere; 2)l, l: ss c chiuu? l ci piove?

essllj [&ssl<laj] avv., l, col.

essruuj [&ssru<wej] avv. f. esslavj, eccolo l.

um [<ewm] s.m., uomo; fras.: um fatt uomo maturo; lum a cinquannn jttar a mer ch tutt r pnn luomo a cinquananni comincia a dare i primi segni di cedimento; impr.: t pzza lum mbnn ti possano impiccare; t pzza nm accidr ti possano uccidere.

ur [<ewr] s.m., oro: canncca dur collana doro; accatte lur lla spusa comprare regali in oro alla fidanzata.

 

                     INDEX                  LETTERA  F            E