VOCABOLARIO DELLE LINGUA AGNONES

 

 

 

                                       VOCABOLARIO DELLE LINGUA AGNONESE

                                                                                                                                              N

N

na [<na] art., un, una: na pnda, na scrjja, just na nz un po', un po', giusto un po'.

napuletena [napul<tna] s.f., napoletana, nel gioco di carte, come il tressette, serie formata dal tre, dal due e dallasso dello stesso seme.

nasc [<na] v.intr., nascere; fras.: angura n nasc! bambino che si comporta da adulto; sci net stt a na fglia, a nu pid d ciic sei nato sotto una verza, sotto una piantina di ceci, un tempo si rispondeva ai bimbi se chiedevano come e dove erano nati; impr. pozzss mmaldtt tiuu ch ci sc nt sii maledetto perch sei nato.

naschus [na<skiws] agg., nascosto; loc. d naschus di nascosto.

naspr [<naspr] s.m., glassa.

nssa [<nassa] s.f., teglia grande di ferro con sponde basse, adoperata dai fornai per cuocere la pizza e i dolci: na nssa d pzza ch la pmmadura una teglia di pizza con il pomodoro.

nasurciaj [nasurt<jeaj] v.intr., russare: nasurcjjja e n m fa durmjj russa e non mi fa dormire.

natej [na<tj] v.intr., nuotare.

Natel [Na<tl] s.m., Natale; fras.: ru jucatur d la nott Natl il giocatore della notte di Natale; purte ru Natel a ru midch portare il regalo di Natale al medico; prov.:la ntt d Natl ntt Snda ru Padr ru Fgliul ru Spirt Sand la notte di Natale notte santa Padre, Figliolo e Spirito Santo; prov.: Sand Nchula Natel a dciannuu, la Cungtta Natel a dciasstt, Snda Lucijja Natel a trdciina San Nicola mancano diciannove giorni a Natale, lImmacolata Concezione ne mancano diciassette, Santa Lucia ce ne vogliono ancora tredici; t dira tra Natl Sand Stfan ti dura tra Natale e Santo Stefano, ti dura poco; trad.p.: jurneata Natel lo stesso giorno della settimana in cui capitato il Natale, ritenuto fatidico dai contadini e quindi favorevole per luccisione del maiale e per ogni lavoro della campagna.

natura [na<tiwra] s.f., organo genitale femminile, specie degli animali.

nun [<nawn] avv., no; fig.: f scin naun quando una cosa troppo larga per quello che deve contenere; l scarp t fien scin naun le scarpe ti vanno larghe; anche nauu.

navllet [navl<lt] s.m., vino ottenuto con la fermentazione naturale.

navill [na<vjell] s.m., tino di legno usato per far fermentare i vini e il vino stesso.

nazzchej [natts<kj] v.tr., cullare, di un movimento oscillatorio impresso ad un corpo; fil.: fatt nu sunn s t r vu fe ca mmma nd v cchi a nazzche fatti un sonnellino se te lo vuoi fare la mamma non ti viene pi a cullare; fig.: ru stip nzzca larmadio non va a pari.

ndcca [n<dakka] s.f., tacca, segno incavato, dente, tagliatura; fig. fil.: Ccrnlla tniva na vcca alzva la cuda s vdiva la ndcca "Cecerenella" aveva una mucca alzava la coda e si vedeva la natura.

ndacchej [ndak<kj] v.tr. e intr., 1)intaccare, incidere, tagliare; t sc ndacchet nu dit ti sei tagliato un dito; 2)balbettare, tartagliare: quir ndcca a parlj quello balbetta.

ndandavill [danda<vjell] avv., tradurre con una parola accingersi a troppe cose in una volta: n mtt trppa caus ndandavill non mettere troppa carne a cuocere, molte cose in mezzo alla strada.

ndnd [n<dand] avv., 1)ogni tanto, di tanto in tanto, frattanto; ndand ndand faciim na fstarlla ogni tanto facciamo una festicciola; 2) loc. n ndand non tanto: n ndnd m suna non tanto mi piace.

ndann [n<dann] avv., allora, quella volta, in quel momento, a quellepoca.

ndartagliaj [ndarta<jeaj] v.tr. e intr., balbettare, pronunciare stentatamente o confusamente.

ndauu [n<daw] s.m. e agg., duro di comprendonio, allocco: ma allura sc nu nduu ma allora sei tonto.

ndcchirs [ndk<kj&rz] v.rifl., ubriacarsi; ru muscatill t fe ndcchiej il moscatello ti fa ubriacare.

ndfttet [ndft<tt] agg., chi ha malformazioni fisiche.

ndfuj [nd<fwj] v.tr., infilare, far penetrare, riempire.

ndmni [nd<manj] s.m., terreno abbandonato, senza coltivare.

ndnn [n<d&nn] v.tr., capire, intendere, rendersi conto; prov.: ch t fglia lajj e tiuu nura m ndinn quando il messaggio detto ad una persona in realt rivolto ad unaltra.

ndrturej [ndrtu<rj] v.intr., imbibire, riprendere il volume naturale mediante assorbimento di acqua: ndrtur l varlra e l pjnzra far dilatare le doghe dei barili e delle bigonce affinch non gocciolino; fig.: s ndrturt si ubriacato.

ndscit [nds<kojt] agg., 1)tisico; fig. smunto, macilento;privo di nerbo e consistenza; 2)intormentito dal freddo.

ndcchia [n<dikkja] loc. na ndcchia un po': na ndcchia d pen un pezzetto di pane; vd. nzgna, pnda, scrjja.

ndir [n<djer] agg., intero, non castrato: cavll ndir cavallo destinato alla riproduzione.

ndindal [ndinda<lo] voce usata dai piccini per indicare il dondolare, laltalena.

ndist [n<dit] agg., svelto, intelligente, pronto: ru uagliun ndist il ragazzo intraprendente.

ndccia [n<d$tta] s.f., torcia; la ndccia costruita con legno di abete bianco reperito nel bosco di Montecastelbarone, ginestre secche e spago; i tronchetti ripuliti della corteccia vengono segati in pezzi di circa un metro e mezzo e ridotti in sottili liste scarich, che, nelle giornate pi calde si lasciano essiccare al sole. I listelli assemblati fra loro in maniera circolare: i primi quattro, la base della torcia, stretti con un filo di ferro, gli altri con spago naturale; a mano a mano che si procede in altezza, tra le stecchette vengono inseriti rami di ginestra secca, cos da far aumentare lo spessore della ndccia e la sua infiammabilit. La torcia alta dai tre ai quattro metri. Il giorno della Vigilia di Natale si svolge la sfilata delle ndcce, chiamata da circa un ventennio Ndcciata. Alle prime ombre della sera, sferra SantAntonio, rintocco che scandisce linizio del rito; i gruppi accendono le ndcce e si incamminano a turno verso il corso principale, che diventa un gigantesco fiume di fuoco. I portatori (tutti uomini) provenienti dalle maggiori contrade, recano sulle spalle ndcce singole o ventagli (di numero pari) portate da soli o in coppia. Pastori e contadini completano uno spettacolo di grande suggestione. A sfilata conclusa le ndcce vengono ammonticchiate in un unico grande rogo, denominato da qualche anno, fal della fratellanza. La Ndcciata fu offerta lotto dicembre 1996 a SS Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro, in occasione del Suo 50 di sacerdozio. Un avvenimento questo, che rester certamente agli annali della storia agnonese. Per ulteriori approfondimenti si vedano i volumi: L ndcc di Agnone e Le Feste di Agnone di D. Meo; vd. fuch.

ndima [n<dojma] s.f., cenno dintesa, segnale, gesto: sn dta la ndima si sono capiti al volo.

ndis [n<dojs] agg., informato, al corrente: st ndis essere aggiornato.

ndmmn [n<d$mmn] agg., non domato: cavall ndmmn cavallo indomo; fig. persona scapestrata, sregolata.

ndnach [n<d$nak] s.m., intonaco.

ndrambiaj [ndramb<jeaj] v.tr., 1)barcollare, camminare in maniera instabile, vacillare; 2)non perseguire il fine prestabilito cercando futili scuse, comportarsi non bene.

ndramej [ndra<mj] v.tr., inserire la trama nellordito della tela.

ndramttrs [ndra<mettrz] v.rifl., intromettersi, immischiarsi, ficcare il naso.

ndrapirt [ndra<pjert] agg., semiaperto, chiuso parzialmente: lass la prta ndraprta lasciare la porta socchiusa.

ndrammrs [ndram<mirz] v.rifl., storcersi, flettersi; essere fuori di squadra, tipico di porte, portoni, finestre e mobili di legno.

ndrammit [ndram<mojt] agg., storto, sbilenco: s ndrammit ru purtun si storto il portorne.

ndrattiaj [ndrat<tjeaj] s.m., intrattenimento: vatt a fe de ru ndrattiej vai a farti dare lintrattenimento, espr. adoperata per togliersi di torno bambini importuni e seccanti.

ndravirs [ndra<vjerz] loc., di traverso, di ostacolo: s mtt smbr ndravirs ostacola ogni cosa.

ndrej [n<drj] v.intr., entrare, penetrare, mettersi dentro; fras.:n j v ndr lla cccia non gli vuole entrare in testa; t facc ndr p la prta t facc scijj p la fnstra ti faccio entrare dalla porta e ti faccio uscire dalla finestra.

ndreta [n<drta] s.f., 1)entrata, ingresso; 2)reddito, provento; prov.: gn la ndrta accusc e la scita in base allentrata si programma luscita.

ndrcand [ndr<kand] s.m., intrigante, chi vuole sapere le cose ad ogni costo; prov.: l fmmn s ntrcand lummn aldrttand le donne sono intriganti gli uomini altrettanto.

ndrcarill [ndrka<rjell] agg., persona intraprendente, acuta, perspicace; anche ndrchill.

ndrchra [n<drekra] s.f.p., situazioni complicate, serie di fatti o di rapporti ritenuti spiacevoli o dannosi: t vie trunn prassie ndrchra ti complichi troppo la vita.

ndrchiat [ndr<kjeat] agg., impegnato, preso; ste ndrchiat ch ru pallun si occupa di calcio.

ndrjul [ndr˒jewl] s.f.p., interiora di gallina o di pollo; dim. ndrjultt; vd. zppa.

ndrmppa [ndr<mappa] s.f., la prima crusca, cruschello: l pn, l sagn d ndrmappa il pane, la pasta di cruschello.

ndrnghiaj [ndrn<gjeaj] v.tr., bere, trincare.

ndrnguliaj [ndrgw<ljeaj] v.tr., mescolare, rimestare; fig. essere affaccendato.

ndrvuj [ndr<vuj] v.tr., loperazione con cui si passava il filo dalle matasse ai cannelli.

ndridc [n<dridt] loc., in mezzo, bene in vista.

ndringh [n<drig] loc., di colpo, con effetto immediato, netto: taglj ndringh taglio netto.

ndrisch [n<drisk] loc. in disordine; avv., indiviso: la rrbba rmasta ndrisch la propriet rimasta indivisa.

ndrcchia [n<dr$kkja] s.f., volg. puttana, zoccola: figlj d ndrcchia figlio di puttana.

ndruffllit [ndrufl<lojt] agg., inumidito, pieno di umidit.

ndrujtej [ndruj<tj] v.tr., introitare, incassare.

ndrunrs [ndru<narz] v.rifl., sedersi comodamente: s ndrunt e nzarrzza si spaparacchiato e non si alza.

ndrunej [ndru<nj] v.tr. e intr., intronare, frastornare: m ndruneta la cccia mi ha intontito.

ndrunghliaj [ndrg<ljeaj] v.tr., rimestare, mischiare, assolvere alle faccende domestiche.

ndruppch [n<drwoppk] s.m., impedimento, ostacolo, difficolt: c stt ru ndruppch c stato un intoppo.

ndruscj [ndru<j] v.tr., bere, tracannare.

ndruvdrs [ndruv<darz] v.rifl., perdere la limpidezza; fig. ubriacarsi; rannuvolarsi del cielo: s ndruvdt ru timb il tempo si annuvolato.

ndruvdej [ndruv<dj] v.tr., intorbidare, rendere torbido: s ndruvdta lcqua si intorbidata lacqua, fig. ci sono molti problemi; vd. truvd.

nduccit [nduk<kojt] agg., tarlato: r triev d ru titt sn nduccit le travi del tetto si sono tarlate; fig. rimbambito, rincretinito.

ndumm [n<dumm] s.m., colpo forte, botta: j mnat nu ndumm ndumm gli ha tirato una botta.

ndummej [ndum<mj] v.tr., 1)colpire con violenza, picchiare; 2)mangiare, bere molto: sira s ndummt ieri sera ha mangiato e bevuto a crepapelle; 3)avere rapporti sessuali.

ndundit [ndun<dojt] agg., intontito, scimunito, balordo, imbecille.

ndundjj [ndun<dojj] v.tr., intontire, frastornare: nghlla chicchiara pffa m ndundit con quella chiacchiera di poco conto mi ha stordito.

ndunj [ndu<nj] v.tr., 1)intonare una canzone; 2)subire una contusione, una lussazione; s ndunta la splla si lussata la spalla:

ndunet [ndu<nt] agg., 1)fesso, incrinato, venato: ru vus s ndunt il vaso si venato; 2)lussato.

nduppej [ndup<pj] v.intr., intoppare, urtare, sbattere.

ndurej [ndu<rj] v.tr., preparare per la frittura, passando nelluovo sbattuto: cuchccll ndurt e fritt zucchini indorati e fritti.

ndurzej [ndur<tsj] v.tr., ficcare, far penetrare, spingere allinterno con forza; impr.: j s pzza ndurz ngnna gli possa rimanere in gola; fig.: m r ndurzet me lo ha fatto pagare molto; volg. possedere sessualmente; vd. fcchiaj.

ndurztt [ndur<tsett] avv., contro, a sfavore, a svantaggio: j iut ndurztt gli andato contro.

ndustej [ndus<tj] v.tr. e intr., render duro, indurire: l pen s ndustet gn na prita il pane diventato duro come una pietra; fig.: muu a ndustj adesso devi tener duro.

ndutarrs [nduta<rarz] v.rifl., 1)ubriacarsi, sborniarsi, fare il pieno; 2)vestirsi con cura, abbigliarsi.

ndutt [n<dutt] avv., interamente, del tutto: sciim ndutt scemo completamente.

n [n] avv., non, n l sacc non lo so; cong. ne: m n vaglj me ne vado.

n n [<ne <ne] voce per chiamare le pecore; vd. prucc n n.

nbbus [nbb<iws] agg., persona dal carattere scontroso e difficile.

ncchiara [nk<kjeara] s.f., terreno incolto pieno di erbacce.

negrfim [negr<fiwm] s.m., nerofumo; fig.: jjj dta na min d ngrfim lho fatto nero, gliene ho dette quattro.

njja [<n&jja] s.f., nebbia; fras.: prima a Agnun nz vdiva mie la njja fino a qualche anno fa ad Agnone la nebbia compariva di rado; s chiatrta la njja la nebbia immobile, ferma; prov.: njja vssa gn truua lssa quando la nebbia bassa il tempo non cambia.

nngu [<negw] v.intr.imp., nevicare; fras.: n nngu p l fridd non nevica per il troppo freddo; nngu a cil apirt nevica a cilo aprto.

nngurill [ngw<rill] s.m., fiocchetti di neve; anche nngurizz; vd. cacarill.

nnguzziaj [ngwtts<jeaj] v.intr., nevicare leggermente.

nennlla [nen<nella] s.f., voce affettuosa per chiamare la sorella.

neput [n<pawt] s.m., nipote: nptt tuo nipote; nptm mio nipote.

nrvasttch [nrva<t&tk] s.m. e agg., nevrastenico, malato di nevrastenia, di persona facile a repentini e vistosi mutamenti di umori.

nrvatura [nrva<tiwra] s.f., nervatura, manifestazione incontrollata di impazienza o di risentimento: m ftta tglj na nrvatura mi ha fatto innervosire, irritare.

nscun [n<iwn] agg. e pron., nessuno.

ntt [<nett] agg., netto, pulito, nitido: ntt e schitt netto e schietto.

num [<newm] s.m., nome: j miss ru num d ru ptr gli ha messo il nome del padre; prov.: chi s fatt ru num pscia a ru litt chi si fatto il buon nome dorme sogni tranquilli.

nvira [n<v$jra] s.f., grotta o cantina destinata in passato a deposito della neve, che si raccoglieva nellinverno pestandola, e si adoperava nella stagione calda per il raffreddamento di cibi e bevande; vi era una nvira in corso Vittorio Emanuele 23, abitazione di Cocucci Antonino detto ru nnacquet (suo figlio era Cocucci Raffaele e sua nuora Bartolomeo Angiolina), il quale spec. nella festa del Carmine preparava l zzurbtt, vere e proprie granite fresche e gustose; fig.: appcciet ru fuch ca cch m smbra la nvira accendete il fuoco che qui mi sembra una neviera.

nfarfugliaj [nfarfu<jeaj] v.intr., 1)farfugliare, parlare smozzicando e talvolta confondendo le sillabe; 2)mescolare, confondere, unire disordinatamente; vd. affarfagliej, farfglia.

nfnucchiaj [nfnuk<kjeaj] v.tr., raggirare in maniera grossolana, raggirare; rn nfnucchiat si diceva a chi doveva assaggiare il vino per acquistarlo, difatti per non fargli percepire i cattivi sapori della bevanda, gli si faceva mangiare prima il finocchio.

nfrrej [nfr<rj] v.tr., 1)chiudere fortemente, serrare; quand ra magnie nfrra l garz per non mangiare stringe le mascelle; 2)indurire: s nfrrt diventato duro.

nfur [n<f&wr] prep., allinfuori di, tranne, salvo.

nfrattej [nfrat<tj] v.tr., nascondersi dietro una fratta, una siepe: s iut a nfrattj si appartato dietro una siepe con la ragazza.

nfurchej [nfur<kj] v.tr., prendere con la forca, inforcare.

nfurnej [nfur<nj] v.tr., infornare.

nfurtrs [nfur<tirz] v.rifl., acquistare una sgradevole acidit: l vin s nfurtit il vino inacidito.

ngacagliaj [gaka<eaj] v.intr., balbettare: quand sarrjja cumnza a ngacagliej quando si innervosisce comincia a tartagliare.

ngacannrs [gakan<narz] v.rifl., adagiarsi, abbandonarsi pigramente a uno stato, a un modo di vivere: da quand iut mbnziun s ngacannet da quando andato in pensione si rilassato.

ngacazzet [gakat<tst] agg., cisposo; uocchj ngacazzet occhi cisposi.

ngacchiaj [gak<kjeaj] v.tr., unire, mettere a contatto, accoppiare; ru cun rmast ngacchiet il cane rimasto accoppiato alla cagna.

ngagniat [ga<eat] agg., chi per motivi di salute o altro, cambia colorito, diventa pallido, sbianca: ru citr s ngagniet il bimbo impallidito.

ngalanrs [gala<nirz] v.rifl., accanirsi, volere ad ogni costo, incaponirsi; ngalanrs a r sld desiderare i soldi ad ogni costo.

ngalleaj [gal<lj] v.tr., 1)scaldare, arroventare; 2)animare, spronare, eccitare sessualmente.

ngallcchiaj [gallk<kjeaj] v.intr., germogliare; vd. gallicchj.

ngalmet [gal<mt] agg.des., accaldato, accalorato, sudato: purttj a bbvr ca sn ngalmt mbccia a sul portategli da bere perch il caldo soffocante.

ngandarej [ganda<rj] v.tr., conservare sotto sugna, sottolio o sotto vuoto nei vasetti di vetro o nelle pentole salsiccia e salami; un tempo si riponevano in anfore di terracotta denominate candr: sira m ngandarta la salgccia ieri sera abbiamo conservato la salsiccia.

ngandej [gan<dj] v.tr., 1)allontanare le forze malefiche da una persona: ngand ru malucchj incantare il malocchio; 2)far pendere da un lato.

ngandet [gan<dt] agg., 1)che ha una certa pendenza: ru stip ste ngandt larmadio pende da un lato; 2)imbambolato, stupito, fermato; t sci ngandt a guard l css d chlla uagliuna ti sei incantato a guardare le gambe di quella ragazza; fig. s ngandet ru disch ripete sempre la stessa cosa.

nganeta [ga<nta] s.f., rimprovero a voce alta e risentita, lavata di capo, sgridata: j t ftta na nganta lo ha sgridato di brutto.

ngnna [<ganna] loc. 1)in gola; fras.: t mtt l mien ngnna ti strozzo; m fe mel ngnna mi fa male la gola; marvjj l magnie ngnna per non aver digerito o per cibi che risultano pesanti mi torna il mangiare in gola; impr.: sc ccis ngnna sii ucciso in gola, usata anche come escl. o espressione di lieve condanna; 2) alla fine, allultimo istante ngnna ngnna; tjj ru vizi darrvie ngnna ngnna ha labitudine di arrivare allultimo momento.

ngannej [gan<nj] v.tr., 1)ingannare; 2)sorprendere: madmn m ngannt ru sunn questa mattina mi ha sorpreso il sonno.

ngappej [gap<pj] v.intr., incappare, incorrere, cascare.

ngaprnatira [gapr<natiwra] DAM 1298 Chiedere Ughetto Tettarille

ngaracnrs [garat<nqrz] v.rifl., impolverarsi eccessivamente, sporcarsi.

ngarchej [gar<kj] v.tr. e intr.pron., incaricare, attribuire un compito specifico, assumersi un incarico, occuparsi indebitamente: nd n ngarch non te ne interessare.

ngarfuj [gar<fwj] v.tr., introdurre, far penetrare, inserire; fras.: r ngarufiern d cccia mmis lla niv lo infilarono di testa in mezzo alla neve; ngarfrs stt all cuprt intrufolarsi sotto le coperte; vd. fcchiaj.

ngarnrs [gar<narz] v.rifl., localizzarsi nel vivo della carne, spec. dellunghia: gna ngarnta.

ngarrej [gar<rj] v.tr., indovinare, azzeccare: sci ngarrt a spusart chlla uagliuna hai fatto bene a sposare quella ragazza.

ngartamnd [garta<m&nd] s.m.p, documenti di una pratica.

ngarteta [gar<tta] s.f., roba incartata, alimenti avvolti in una carta: na ngartta prsutt del prosciutto avvolto e incartato.

ngascej [ga<ta] v.tr., mettere il formaggio sulla pasta, fig. il posarsi di uno strato di neve: ftta na ngasciatlla si posata un po' di neve.

ngascet [ga<t] agg., raffreddato con lostruzione delle vie respiratorie; massira fatt nu pitt call ca stie ngasct questa sera bevi un po' di vino caldo perch sei raffreddato, scherz. questa sera fai lamore cos ti riscaldi.

ngasej [ga<sj] v.tr., accentuare, esagerare, intensificare, rendere pi marcato o evidente: ngas la man calcare la mano.

ngasmnda [gas]m&nda] cong., casomai, se, qualora; vd. qualmnd.

ngattzzar [gat<t&ttsar] loc., in amore, estro venereo tipico dei gatti; fig. chlla uagliuna va ngattzzar quella ragazza fortemente innamorata; vd. gnstr, nzald.

ngavej [ga<vj] v.tr., incavare.

ngavcchiaj [gavk<kjeaj] v.tr., avvinghiare; vd. accavcchiej.

ngazzus [gat<tsiws] agg., incazzoso, portato a incazzarsi.

ngcalit [nd#ka<lojt] agg., accecato; fras.: la matina sarrzza ngcalit la mattina non ci vede per il sonno; ngcalit d fium accecato dal fumo.

ngcchrs [nd#k<k&rz] v.rifl., ungersi, sporcarsi di grasso: ngcchrs l mien ungersi le mani.

ngcciuj [nd#t<twj] v.tr., lavorare molto, come un ciuccio: avita smbr ngcciuj ha dovuto sempre lavorare.

ngfut [nd#<fwt] agg., immusonito, risentito, imbronciato, afflitto: martt ste smbr ngfut tuo marito sempre imbronciato.

nggnarill [nd#ˣa<rjell] agg., chi ha molta inventiva e abilit, intraprendente, perspicace: vata a iss gn nggnarill beato lui come ricco di inventiva.

nggniaj [nd#ˣ<eaj] v.tr., usare per la prima volta, incignare un vestito, le scarpe.

ngllnirs [nd#ll<nirz] v.rifl., infatuarsi, cedere ad una passione superficiale ma intensa: da quand tjj la uagliuna s ngllnit brutt da quando ha la ragazza si invaghito di brutto.

ngnda [n<d#enda] loc., alla cinta, alla vita; vd. cnda.

Ngneta.

ngndej [nd#n<dj] v.tr., mettere al mondo, dare alla luce.

ngnnur [nd#n<nawr] s.m., dolore pungente alle mani ghiacciate dal freddo; p cgli la liva j ndrt ru ngnnur all mien per cogliere le olive gli si sono addolorate le mani dal freddo.

ngnn [n<g&nn] v.intr., bruciare, dare la sensazione pi o meno dolorosa di numerose sottili punture: m nginnn luocchj mi bruciano gli occhi; fig.: quand j dic la vrt j ngnn nghir la verit gli rode.

ngnzir [nd#n<tser] s.f., incensiere.

ngppnirs [nd#pp<nirz] v.tr., riempirsi di ceppi, spec. degli alberi abbandonati o invecchiati: r pdil sna put ca sn ngppnit gli alberi si devono potare perch si sono riempiti di ceppi secchi.

ngppta [nd#<pta] trad.p.: un rituale della fecondit praticato in c.da Villacanale fino a circa mezzo secolo fa. Si trattava di una vera e propria richiesta damore: il pretendente deponeva un ciocco, che nel rito rappresenta lalbero con tutti i suoi contenuti simbolici, sulluscio della ragazza ambita. Se veniva preso e portato dentro, laspirante poteva gioire, avendo cos ottenuto il permesso di entrare; se il ceppo conservava la posizione iniziale o veniva ruzzolato lungo la strada, il giovane doveva tentare altrove. Il pi delle volte si intonava una strofa augurale che suonava cos: Bn inn bn ann/addmn e capdann/t mnna quist mmma/t r mitt tra l gamm/ca tavsta ttta lann/ Buond e buon anno/domani capodanno/ti manda questo mamma/te lo deponi (al fuoco) tra le gambe/e ti basta tutto lanno (in Meo, Le Feste . . ., p. 13); anche ngppuneta.

ngpullej [nd#pul<lj] v.intr., inciampare, incespicare, urtare con il piede in un ostacolo: cnga s v ngpullnn spesso inciampa.

ngrcnit [nd#rt<nojt] agg., trasandato, trascurato, disordinato, arruffato: nu cun ngrcnit un cane sporco, abbandonato e con il pelo arruffato.

ngreta [nd#<rta] s.f., incerata, tela cerata; vd. mbceta.

ngret [nd#<rt] agg., 1)con patina giallastra:p f ru sciadun c vuu l chsc ngrt per il fiadone ci vuole il formaggio (senza pi siero) che ha formato una patina giallastra appena percettibile; 2)imbiondito, che sta quasi per maturare: la bbiema s ngeret la biada quasi matura.

ngtit [nd#<tojt] agg., acido, forte, aspro.

nghep [<gp] loc. sul capo, a capo; fras.: purte la tina nghep portare la tina in testa; fig.: nghep ng tjj cubbll scemo; nghep d nann a capo di un anno.

nghcchrut [gkk<rwt] agg., rannicchiato, contratto per vecchiaia o malattia: tatun s nghcchrut nonno si rattrappito.

nghlcca [g<l$kka] s.f., bevuta: facmc na nghlcca facciamoci una bevuta.

nghlucchej [gluk<kj] v.tr., bere, tracannare.

ngherlcchiaj [grlk<kjeaj] v.tr., innalzare, issare; erigere il pene.

nghrlcchiat [grlk<keat] agg., 1)agghindato, ben vestito; 2)su di morale, raggiante.

nghtrej [g<trj] v.tr., imbrattare, insozzare; t sci nghtrt da chp a pid ti sei sporcato da capo a piedi; anche ngretej.

ngh [<gi] loc., con chi.

nghiacchej [gjak<kj] v.tr., sporcare, impiastricciare, imbrattare di sudicio: dta na nghiacchta all mira ha imbiancato alla men peggio le mura; fig.: nghiaccht r calzin si fatto sotto.

nghianej [gja<nj] v.tr. e intr., salire, andar su, portare: nghiena ammnd ca c faciim ru bcchir sali su che ci facciamo un bicchiere di vino.

nghianeta [gja<nta] s.f., rampa, costa, salita; vd. ngrppeta.

nghimmut [gjm<mwt] agg., pesante, che pesa come il piombo: nu panill d pn nghimmut una pagnotta di pane compatta e pesante; vd. nzavurrit.

nghinda [<gj&nda] loc., nghinda d mien nel cavo della mano.

nghiuuej [gju<wj] v.tr., inchiodare; fig. fermare, immobilizzare; prov.:chi frra nghiuua chi ferra inchioda, succede a chi lo fa.

ngiafrgniaj [nd#afrˣ'eaj] v.tr., aggrinzire, abborracciare; vd. acciafregniej.

ngiafrugliaj [nd#afru<eaj] v.tr., mettere in disordine, sossopra, scompigliare, parlare senza farsi comprendere.

ngialanit [nd#ala<nojt] agg., chi ha il viso ingiallito, smorto: fccia ngialanita faccia giallognola.

ngiamurrit [nd#amur<rojt] agg., affetto da catarro, raffreddato; vd. ciamurr

ngiarmagliaj [nd#arma<eaj] v.intr., balbutire, parlare senza farsi comprendere: s ftta na ngiarmagliata ha parlato senza farsi capire.

ngirm [n<d#arm] s.m., congegno, meccanismo, dispositivo: sc nnartt nu ngiarm hai creato un congegno.

ngiarmej [nd#ar<mj] v.tr., 1)raggirare e ingannare a buon mercato, attirare per mezzo di allettamenti e di astuzie di ogni sorta: majja ngiarm ch la fglia d Mngucc debbo accalappiare la figlia di Domenico; 2) aggiustare, fare qualcosa di arrangiato.

ngil [n<d#el] loc., in cielo: nd n jjj tand ngil nglist non viaggiare troppo con limmaginazione, non fantasticare.

ngiima [n<d#ojma] avv., sopra, su: s scriet ngiima a quir cll se n andato su quel colle; vd. eccammnd.

ngiin [n<d#ojn] s.m., uncino: ru ngiin pacchiapp ru purch luncino per prendere il maiale prima di ammazzarlo; l ngnra pappnn lund gli uncini di legno per appendere il lardo; dim. ngnill.

ngiir [n<d#$jr] agg., orientato, esposto, rivolto: la massarjja ngiir lla vuria la masseria esposta alla borea.

ngiuccrs [nd#ut<tirz] v.rifl., inciuchirsi, ridursi in uno stato di vistosa ignoranza e stupidit.

ngiucrs [nd#u<tirz] v.rifl., ubriacarsi:fr gn ste ngiuciit accidenti com ubriaco.

ngiuffej [nd#uf<fj] v.tr., infiocchettare, ornare con nastri: la mchna d la spusa stva ngiuffta la macchina della sposa era ornata con fiocchetti.

ngiunghnit [nd#ud#<nojt] agg., rattrappito, che ha le membra immobili per infermit o vecchiaia; vd. cingh.

nglnirs [nd#l<nirz] v.rifl., accanirsi, ostinarsi, essere avido: s nglnit a r sld desideroso di denaro.

ngcr [<g$tr] v.tr., incuocere, scottare; la nzalta s ngtta linsalata ha perso la sua consistenza perch rimasta a lungo nellaceto.

ngtca [<gotka] loc., al sicuro, al coperto: artrat ngtca ritirati e mettiti al sicuro, accetta la sconfitta.

ngtta [<g$tta] s.f., la roba che si mette a cuocere in una sola volta: la prima ngtta la prima roba messa a cuocere.

ngrambrs [gram<barz] v.rifl., arrampicarsi, salire con sforzo, aggrapparsi: s ngrambt gn na scgna si arrampicato come una scimmia.

ngrassej [gras<sj] v.tr. e intr., (rifl. ngrassrs), 1)lubrificare con grasso; 2)ingrassare, aumentare di peso; 3)allevare, far crescere:ngrasse r vtill, ru purch allevare i vitelli, il maiale.

ngravandrs [gravan<dirz] v.rifl., appesantirsi, ingrassarsi: dpp lupraziun s ngravandit dopo lintervento ingrassato a dismisura.

ngravattej [gravat<tj] v.tr. e (rifl. ngravattrs), bloccare, fermare, arrestare; mettersi la cravatta, vestirsi a festa.

ngrcchiaj [grk<kjeaj] v.tr., drizzare, tirar su, innalzare: ngrcchia la pscitta erigere il pene; vd. nghrlcchiej.

ngrdnza [gr<d&ndza] loc., a credito, dilazione per il pagamento: fe la puttena ngrdnza fare una prestazione senza riscuotere.

ngrfrs [gr<f&rz] v.rifl., 1) rizzare il pelo; 2)assumere bruscamente un atteggiamento fortemente sdegnato e risentito; 3)darci sotto, impegnarsi: s cijja arrscijj mjja ngrfiej per riuscirci devo darmi da fare.

ngrfiat [gr<fjeat] agg., con i capelli scompigliati, disordinati, sconvolti; fig. arrabbiato, infuriato, imbestialito.

ngrppeta [grp<pta] s.f., salita, greppo; vd. nghianeta.

ngruc [<griwt] s.m., a croce, di elementi che si sovrappongono incrociandosi: stva ngruc e nuc mmis lla vjja stava proprio in mezzo alla strada.

ngrppa [<gr$ppa] loc., sulla groppa: ru citr s mtt ngrppa il bimbo si pone in groppa (la parte posteriore delle bestie da sella, da soma o da tiro compresa fra i lombi e la coda); lasn n mbrta ngrppa lasino non si fa cavalcare sulla groppa; fig.: n ndand prta ngrppa chi alle cose non ci passa sopra.

ngrudlrs [grud<lirz] v.rifl., rimanere crudo, tipico dei legumi che rimangono crudi se si sbaglia la cottura.

ngruppej [grup<pj] v.tr., montare, cavalcare.

ngruschet [gru<kj] agg., coperto di crosta, incrostato.

ngruspatura [gruspa<tawra] s.f., 1)tavoletta con strie orizzontali sulla quale si strofinano i panni sporchi; 2)strumento di legno della Settimana Santa formato da una tavola con delle maniglie di ferro che, fatto ruotare produce un frastuono infernale (D. Meo, Le Feste . . ., foto p. 46); vd. racanlla, scutna, valcatir.

ngruttej [grut<tj] v.tr., scavare profondo, sbancare: quand s f ru scavll sra ngrutt quando si prepara il terreno per piantare le viti bisogna scavare profondo.

nguacchiaj [gwak<kjeaj] v.tr., sporcare, lordare, insudiciare.

ngucchj [<gwakkj] s.m., 1)macchia, schizzo, sgorbio; 2)pastrocchio, pasticcio, danno.

nguartrs [gwar<tarz] v.rifl., ingrassarsi, aumentare di peso e di volume, appesantirsi: mglita s nguartta seca prina tua moglie si arrotondata forse incinta.

nguccej [gut<tj] v.intr., tener duro, non rimuovere la propria opinione: s miss a nguccj si intestardito.

ngu [<gw&] voce onomatopeica del piagnucolare dei piccoli, il piccino stesso: t nt nndr ngu ngu ti nato un altro bambino.

ngufanrs [gufa<narz] v.rifl., sedersi, accomodarsi piacevolmente, diventare pi grasso: dpp fglieta s ngufanta dopo il parto ingrassata molto.

nguind [<gwjend] s.m., unguendo, pomata: p ss cutt c vuu nu nguind per quella scottatura ci vuole una pomata.

ngulla [<gwilla] s.f., anguilla: lla vjria Natl v magniat l ngull come da tradizione alla vigilia di Natale mangiate le anguille.

ngulandit [gulan<dojt] agg., bagnato, inzuppato: majj ngulandit vun e mglj mi sono bagnato ben bene; vd. culnd.

ngullej [gul<lj] v.tr., 1)incollare; 2)portare sul dorso, sulle spalle un carico, un oggetto, trasportare: ru muratur s ngullt l prit il muratore ha trasportato le pietre; ru vind s ngullt l pannima il vento ha fatto volare i panni; fig.: s ngullet quir nzalanit si sposato quellimbranato.

ngunglia [gu<naa] s.f., inguine.

nguncchiat [gunk<kjeat] agg., inginocchiato per mancanza di vigore, accasciato per stanchezza: lasn s nguncchiet lasino ha piegato le gambe.

ngunghet [gu<gt] agg., avvallato: la cuciina s ngungheta mmis il pavimento della cucina presenta un avvallamento al centro; vd. cnga.

ngull [<gwoll] avv., addosso, sulle spalle, sulla persona; fras.: rajj addtt ngull lho portato addosso; jva mtt l mien ngull lo dovevo picchiare di santa ragione; fig.: j miss lucchj ngull lha puntata.

ngurp [<gworp] loc., in corpo; fras.: nz se tnajj nu ciic ngurp non sa mantenere un segreto; muu r uaglin s svld da ngurp lla mmma i bambini di oggi sono svelti ancor prima di nascere; fe ngurp tacere facendo in corpo.

ngutt [<gwott] agg., troppo cotto.

nguprs [gu<pirz] v.rifl., 1)diventare cupo, spec. del cielo quando si annuvola; 2)rimanere incinta: la mglj s ngupita la moglie rimasta incinta.

ngupprs [gup<parz] v.rifl., sedersi tranquillamente, accomodarsi: j s nguppt ngull gli si messo addosso; fig.: c s nguppeta ngull la vrneta sopraggiunto linverno.

ngurbbl [gu<rabbl] s.m., ospedale psichiatrico, babele, confusione, disordine: ss chsa m smbra ru ngurabbl in quella casa non ci si capisce niente.

ngurdrs [gur<darz] v.rifl., dei muscoli, irrigidirsi in modo da rendere stentato e doloroso il movimento: m s ngurdta la pscia la gmma mi si irrigidito il muscolo della gamba.

ngurd [<gurd] agg., ingordo, insaziabile, avido, ghiotto; prov.: ru scars de la part a ru ngurd n javsta chi ha poco d, ma lingordo insaziabile.

ngurdnzi [gurd<nitsj] s.f., leccornie, golosit, cose buone: r uaglin vin trunn schtta l ngurdnzi i bambini gradiscono molto le ghiottonerie.

ngurnej [gur<nj] v.tr., 1)incornare; 2)il sole che picchia forte: aujj ru sul a ngurnt oggi il sole ha picchiato forte.

Ngurneta [gur<nta] s.f., appellativo della Madonna Incoronata, la festa si celebra nella chiesa di San Giacomo Apostolo o della Trinit, lultimo sabato di Aprile (in Meo, Le Feste . . ., pp. 55-56); vd. chisa, firia, Madnna.

ngurprej [gurp<rj] v.tr., 1)prendere consistenza: ru fuch a ngurpurt il fuoco ha preso corpo; 2)fare dentro, sopportare; 3)mangiare molto, saziarsi.

nguscinza [gu<endza] loc., in coscienza, sinceramente, onestamente: nguscinza dlllma in coscienza, con tutto il cuore e lanima.

ngustus [gut<iws] agg., che si inquieta con facilit, stizzoso.

ngstia [<gutja] s.f., angustia, afflizione, tribolazione; fras.: aujj girn l ngusti oggi gira male; la ngstia ru sunn langustia se si ha sonno o ci si svegliati da poco.

ngutchrs [gut<hirz] v.rifl., diventar duro come una cotenna, spec. dei panni o delle coperte.

nguttej [gut<tj] v.tr., rivolgere di frequente accuse e ingiurie a chi tollera o mal sopporta; vd. arrnguttej.

nguzzchet [gutts<kt] agg., sporco, sozzo, sudicio: vritt e nguzzcht; vd. vritt.

nicc [<nitt] agg., satollo, sazio di cibo, di vino; s fatt nicc nicc si ingozzato ben bene.

nind [<njend] pron., niente; fras.:chi n v nind v d cchi chi non vuole niente poi pretende di pi; muu nz fe nind p nind oggi non si muove un dito senza essere pagati; prov.: cind nind accdirn tta cento niente uccisero mio padre; mannggia sand nind mal abbia san nessuno, si adopera per non bestemmiare.

nirv [<njerv] s.m., nervo: cacc r nirv a ru purch tirar fuori i tendini alle zampe posteriori del maiale; vd. ramglir.

nijj [<nijj] s.m., nibbio.

ninnll [nin<nill] voce affettuosa per chiamare il fratello; vd. nnnlla.

nuc [<niwt] s.f.bot., Junglas regia noce comune; nuc d Spagna Ailhantus altissima albero del paradiso; frutto del noce: ru pedel d nuc nn caccet il noce non ha prodotto frutti; fig.: nz fe squacc l nuc nghp non se la fa fare; ste gn na nuc vattita visibilmente abbattuto.

nud [<niwd] s.m. e agg., 1)nudo; 2)nodo; fras.: f ru nud a ru maccatir fare il nodo al fazzoletto per ricordarsi una cosa; ndra d trppa nodini di trippa, trippette di agnello annodate a m di papillon, con pepe, sale e qualche fogliolina di basilico, bollite al sugo; ru taurun tjj prassia ndra il tavolone ha molti nocchi.

nnabbsiaj [nnabb<sjeaj] v.tr., inabissare, ridurre a niente, annientare: p quanda j najj ditt rajj nabbsiat per quante gliene ho dette lho distrutto.

nnacdrs [nnat<dirz] v.rifl., diventare acido.

nnacquarnit [nnakkwar<nojt] agg., bagnato, annacquato: t s nnacquarnit ru crvill ti si annacquato il cervello.

nnaldarrs [nnalda<rarz] v.rifl., inalberarsi, tubarsi, adirarsi; r ftta nnaldarj lo ha fatto inquietare terribilmente.

nnamdej [nnam<dj] v.tr., inamidare.

nnartej [nnar<tj] v.tr., inventare, creare, escogitare: nnartt nu mastrucc ha architettato un marchingegno.

nnaspatur [annaspa<tiwr] s.m., aspo, strumento girevole fatto con due traverse in croce, sopra le quali si forma la matassa.

nnaspreje [nna<sprj] v.tr., rivestire di uno strato di glassa.

nnnd [n<n&nd] avv., avanti, davanti: m mnit a sc nnnd mi venuto incontro.

nnstej [nn<tj] v.tr., innestare le piante.

nnist [n<njet] s.m., innesto; tipi di innesti locali: a ucchj a occhio, a pzza a pezza, a spacch a spacco, a dppi spacch nglis a doppio spacco inglese, a zzufl a zufolo; vd. nzrtej, nzirt.

nncca [n<n$kka] s.f., fiocco, annodatura di nastro che presenta due cappi opposti pi o meno vistosi.

nnumnej [nnum<nj] v.tr., nominare; tingh ru slluzz chs chi m nnmna ho il singhiozzo forse qualcuno parla di me; prov.: ggnd trist nnumeneta e vsta si dice quando compare la persona di cui si stava parlando.

nnumneta [nnum<nta] s.f., nomea, fama, reputazione negativa o equivoca: tnajj na brtta nnumnta avere una brutta nomea.

nich [<nojk] agg., piccolo: nich nich piccolissimo; vd. cninn.

nid [<nojd] s.m., nido; fras.: ru nid d r cllucc il nido degli uccelli; la gallina fita a ru nid la gallina fa luovo nel nido; canz: gnra patruna ve vdajj a ru nid s ngi ste luv dacc la gallina.

nir [<nojr] agg., nero: tnajj llma nira gn mmnd p la ciummnira avere lanima nera come la canna fumaria del camino.

niscia [<noja] s.f., bruscolo, parte piccolissima di qualcosa che cade nei liquidi: liva ss niscia ngiima all latt togli quella festuca sul latte; vd. vrtjja.

niv [<n$jv] s.f., neve; fras.: niv maschr neve piccola; niv psnda neve carica di acqua; chlccia la niv ara fe lldra! se la neve schiocca sotto i piedi continuer a nevicare; la niv allght la neve si cominciata a posare; stt alla niv pn stt allcqua fm se nevica lannata sar abbondante, al contrario se piove; ftta na scrpa d niv si posata tanta neve per quanto alta una scarpa; prov.: chi chca lla niv s scpr un bisogno fatto in mezzo alla neve prima o poi si scopre, cos la bugia, da un momento allaltro viene a galla.

nnna [<n$nna] s.f., nonna: nnta tua nonna, nnma mia nonna; vd. mammna, mammccia, mammlla.

nonn [non<n$] s.m., voce con cui si chiama affettuosamente il nonno; vd. tatun, papnnnn, tatcc.

ntt [<n$tt] s.f., notte; fras.: ntt e nnnntt allimbrunire; nra d ntt unora dopo calate le tenebre; la ntt ftta p durmjj la notte fatta per dormire; fig.: s fatt gn nura d ntt si sporcato vistosamente.

nuccrus [nutt<riws] agg., di frutto che ha il nocciolo grande e duro; fig. duro, difficile: ru fatt nuccrus.

nuclla [nu<t&lla] s.f., arachide, nocciolina americana: na bsta nucll una busta di noccioline.

nucind [nu<tend] s.m., distruzione, massacro, sterminio; s n la fnit facc nu nucind se non la smettete faccio un bordello.

numr [<numr] s.m., numero; i numeri da uno a venti: un, dduu, trj, quattr, cingh, sjja, stt, tt, nuu, dic, unc, ddudc, tridc, quatturdc, quinc, sidc, dciasstt, dcitt (dcdtt), dciannuu, vind.

nucc [<nwtt] s.m., nocciolo, osso di frutto: t miegn l crscia ch tutt ru nucc mangi le ciliege compreso il nocciolo.

nus [<nws] s.m., naso; fras.: nus a papgna naso grosso e rotondo; sciuscit ru nus soffiati il naso; fig.: rmast ch nu plm d nus rimasto con un palmo di naso; stm tra la vcca e ru nus stiamo vicini; nz fe pass la msca stt a ru nus non si fa buggerare; dim. nasll; accr. nasun.

nsca [<nuska] loc., in oscurit; impr.: puzz nsca possa diventare cieco.

nusrel [nu<trl] agg., nostrano.

nutteta [nut<tta] s.f., nottata; anche nuttnna.

nvla [<nuvla] s.f., nuvola; fig.: s n ve p l nuvl non sta con i piedi per terra; ujj ggiira la nvla oggi sono adirato; prov.: nuvl a pqurll cqua a catnll nuvole a pecorelle acqua a catinelle.

nuvimbr [nu<vjembr] s.m., novembre; ss nuvimbr tuna lannta sc vuna se a novembre tuona lannata sar buona; poes.: nuvimbr, pedil sfrnnut, frusci spaliet e vign capsiet novembre, alberi spogli, foglie sparse e vigne calpestate (in Meo, Sndmind . . ., p. 54).

nzacchej [ndzak<kj] v.tr., introdurre, infilare, spinger dentro con forza; stritt ma cn nzaccht mill crstan stretto ma ci hanno infilato mille persone; fig.: s nzacchet ha avuto il posto; m s nzacchet all rcchj non lo sopporto pi;vd. fcchiaj.

nzacrjj [ndza<krojj] v.tr., irritare, esacerbare, rendere pi aspro un dolore: la vuria m nzacrsc ru varlis la borea mi inasprisce il dolore alla ferita.

nzalanit [ndzala<nojt] agg., imbecille, fessacchiotto, che commette imperdonabili sciocchezze.

nzald [<ndzald] loc., in calore, in amore; la vcca va nzald la mucca va in calore; vd. gnstr, ngattzzar.

nzaleta [ndza<lta] s.f., insalata; fig.: qunda t csta ss nzalta un conto che ti costa caro.

nzalvamind [ndzalva<mjend] escl., non sia mai.

nzand [<ndzand] loc., a San: nzand Middi nel giorno di SantEmidio.

nzangulndet [ndzagwln<dt] agg., insanguinato; ch ss carn nzangulndta c s f nu scapzzill salgccia con la carne insanguinata del maiale, prelevata per lo pi intorno alla gola ci si prepara un po' di salsiccia che verr consumata al sugo; vd. sangulnda.

nzavurrit [ndzavur<rojt] agg., indurito, compatto, pesante; vd. nghimmut.

nzazzarej [ndzattsa<rj] v.tr., insozzare, sporcare, imbrattare; quir mammucc s nzazzart quel bimbo si sporcato; vd. zzzar.

nzgna [n<dzea] avv., poco; loc., na nzgna una piccola quantit, un po': na nzgna d pen un po di pane; vd. ndcchia, pnda, scrjja.

nzgniaj [ndzˣ<jeaj] v.tr., insegnare, indicare, indirizzare, far vedere: ru citr ggi nzgna ch ru dit il piccolo gi indica con il dito.

nznzir [ndzn<dzjer] s.m., zenzero, pianta aromatica; fig., j dt ru nznzir lo ha incantato, ammaliato.

nzppej [ndzp<pj] v.tr., pigiare, riempire calcando, infilare premendo, inzeppare; fras.: c v nzppt ci va stretto; vd. fcchiaj.

nzppuj [ndzp<pwj] v.tr., inzuppare, intingere: l pn nzpput a ru sughtt il pane bagnato al sugo.

nzrrej [ndzr<rj] v.tr., sbarrare unapertura, chiudere: nzrr la prta chiudere la porta.

nzrtej [ndzr<tj] v.tr., nella tecnica agraria, sottoporre a innesto; fig. ingannare, imbrogliare.

nzrvziata [ndzrv<tsjeata] agg., servizievole, che disbriga con solerzia le faccende di casa: t sc spusta na fmmna nzrvzieta hai sposato una donna servizievole.

nzviat [ndz<vjeat] agg., unto di sevo.

nziamiaj [ndzja<mjeaj] escl., non sia mai, che non accada.

nzicch [n<dzikk] agg., preciso, eccessivamente aderente, giusto: c ut nzicch nzicch ci andato preciso; vd. zicch.

nzimbra [n<dzjembra] avv., insieme.

nzirt [n<dzjert] s.m., innesto; vd. nnjst, nzrtej.

nzipd [n<dzipd] agg., insipido, con poco sale.

nzgna [n<dzoa] s.f., sugna; fras.: squaglie la nzgna sciogliere la sugna; la salgccia sttlla nzgna la salsiccia conservata sotto sugna; vd. ssgna.

nzin [n<dzojn] loc., in grembo, sulle ginocchia: m s mtt nzin mi si siede sulle gambe; fig.: ste nzin a Crist sta bene.

nzrt [n<dz$rt] s.f., grossa corda; fra gli attrezzi del palmento, ru nzrt la fune avvolta a ru turctur (verricello) il cui capo legato al gancio d ru pnraun (il macigno); vd. pnraun, turctir, vsca.

nzuccaret [ndzukka<rt] agg., addolcito.

nzulfanej [ndzulfa<nj] v.tr., cospargere di zolfo; fig. istigare, spinger contro, metter su: ch ss lngccia gn t pjcj a nzulfan con quella lingua tagliente ti diverti a istigare le persone per metterle contro.

nzunnalit [ndzunna<lojt] agg., che sta per cedere al sonno o, uscendone, stenta a riacquistare lucidit: quand stie nzunnalit nscin t p rrttua quando sei assonnato nessuno ti pu dire niente.

nzunn [n<dzwnn] loc., in sogno, nel sonno: m< mnut nzunn tata ho sognato mio padre.

nznzara [n<dzundzara] s.f., vino, bevanda alcolica; j pjc la nznzara gli piace bere il vino.

nzurit [ndzu<rojt] agg., indolenzito: m s nzurit nghur mi si indolenzito il sedere, si dice quando si sta a lungo seduti o la sedia dura.